Biografia

Una biografia conterrebbe date.

Per Franco Zaccagnino quella che conta è una.

1953, la sua nascita, in Basilicata, a Lagopesole, alle pendici del castello dello Stupor Mundi, in quella valle di Vitalba che ne avrebbe nutrito lo spirito di vento e di poesia. Un falco lo porta a Sant’Ilario: lì la sua infanzia, il legame viscerale.

Quello il luogo scelto dal tempo.

Lì l’origine dell’Arundo che fruga tra i canneti e che gioca, bimbo curioso e un po’ ribelle, con quei pezzetti di canna che creavano personaggi e storie.

 

Fonda e dirige il Museo dell’Arte Arundiana.
Nel 2017 il Maestro è “Lucano Insigne”.
Ma Franco Zaccagnino non si racconta in una biografia.
Per il Maestro parla la sua Opera.
L’Arundo è l’emblema dell’anticonvenzione, di quel coraggio della libertà che troppi predicano e che a troppi manca.
Allora egli scolpisce e ascolta.
Prima la voce del vento che fa vibrare la canna, e poi gli sguardi degli spettatori attoniti davanti alla sua opera, che non solo stordisce per la straordinaria bellezza di cui è portatrice ma stupisce anche per essere davvero “un passo più in là”: il racconto di quel panteismo, e di quel misticismo che ancora e per sempre lega l’uomo alla sua origine divina.
OltrArte.

Merisabell Calitri Storico dell'Arte

logo Franco Zaccagnino

Il Logo

Il logo dell’artista F.Z. è un segno grafico che si sviluppa in senso verticale con tre anse che si restringono man mano verso il basso. Assomiglia alla forma di un serpente sollevato. L’artista ricava questo simbolo modellando la foglia della canna.

Partendo dall’alto, la prima ansa semicircolare, aperta verso destra, rappresenta la parte superiore della F compreso il trattino centrale. Le altre due anse, gradualmente più strette verso il basso, una con apertura a sinistra l’altra con apertura a destra, rappresentano la Z; il tutto termina con una coda a punta verso il basso.

Due cerchietti che simboleggiano la sezione della canna tagliata all’altezza del nodino si inseriscono nella sinuosità del logo all’altezza dovuta, rappresentando il primo, più grande, il trattino centrale della F; il secondo, più piccolo, il trattino della Z

Franco Zaccagnino

“ Solo un ragazzo può sporgersi agli orli dell'abisso per cogliere il nettare tra i cespi brulicanti di zanzare e di tarantole “

Leonardo Sinisgalli, Lucania

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