Sant’Ilario di Atella
Borgo Antico

Scopri la bellezza e l’unicità del luogo

Sant’Ilario di Atella, Borgo Antico

Il Borgo antico di Sant’Ilario si trova nel nord della Basilicata e precisamente nel comune di Atella in provincia di Potenza.

La leggenda vuole che il nome glie lo abbia lasciato, durante il suo viaggio in Terra Santa,  Sant’Ilario da Poitiers, dopo avervi sostato un giorno.

E’ situato a 880 s.l.m., su un contrafforte dell’appennino che declina gradualmente nella sottostante Valle di Vitalba da cui lo sguardo può sconfinare libero a 360° fino a raggiungere i lontani monti dell’Irpinia e le coste del Gargano sul mare Adriatico.

Nasce intorno all’anno Mille come avamposto militare fortificato, che controllava gli spostamenti sul “ Tratturo Regio ( Potenza-Venosa )

 Successivamente, insieme ad altre fortificazioni circostanti, fa parte di quei leggendari “Castelli di Sant’Ilario” che ospiteranno, una delle più prestigiose  roccaforti dei Templari.

La sua posizione strategica, nel periodo post-unitario di fine ‘800, favorisce  la presenza dei briganti che stabiliscono la loro fissa dimora per cinque lunghi anni, con tragiche conseguenze per i cittadini, i quali, per evitare spiacevoli soprusi  furono costretti , per lo più donne e bambini,  a rifugiarsi nella vicino Avigliano, loro terra di origine.

Viene, infatti, bruciato due volte: una volta dalla Guardia Nazionale, nel tentativo di allontanare definitivamente i briganti e una volta da quest’ultimi in segno vendetta  nei confronti dei cittadini ritenuti complici e responsabili della presenza militare nel Borgo.

Nel secolo scorso, in seguito al continuo aumento demografico, si determinarono due significativi spopolamenti: uno agli inizi del Novecento, quando molti partirono per l’America e un altro dopo la seconda guerra mondiale quando, in seguito all’attribuzione di quote agrarie, molte famiglie andarono ad insediare nuovi territori.

Sempre nel secolo scorso, negli anni ‘50 e ‘60, diviene un importante punto di riferimento commerciale ed artigianale, anche per gli abitanti dei  comuni limitrofi.

Negli anni ’70, in seguito all’industrializzazione del nord-Italia, subisce, di nuovo, il terzo e inesorabile spopolamento, come tutti i paesi della Basilicata, riducendo notevolmente il numero dei propri abitanti.

Oggi il Borgo è visitato da scolaresche e turisti che arrivano sempre più numerosi per scoprire le bellezze di quella Basilicata sconosciuta, soprattutto per:

-La caratteristica architettura del Borgo,  tutto costruito  in pietra;

-La bellezza del territorio circostante, ricco di boschi e di sorgenti che alimentano per  tutto l’anno le cascate del fiume Arvivo ;

 -La presenza, dal 2015, del “ Museo dell’Arte Arundiana “, unico nel suo genere, che promuovendo attività culturali, ha consentito al Borgo di rilanciarsi nell’ambito regionale come meta turistica.

Un’altra notevole attrazione , per il Borgo, è determinata dalle innumerevoli decorazioni floreali che adornano la piazza e le stradine tortuose, le cui scalinate risalgono  tutte verso la diruta roccaforte, nella parte alta del Borgo, ai piedi della quale si erge un maestoso  frassino monumentale parlante, denominato “ Ilarione “,

 che, nonostante i suoi 100 anni, fa sentire la sua voce ai visitatori per raccontare la sua storia e quella del Borgo.

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